
Lo chiamano “Poster Boy”, parla sette lingue e si avvia diventare la prima superstar Britannica di body-building classic. Il suo nome è Bobby Khan.
Mentre il mostro dei super massimi Zack Khan alias “The Freak” distruggeva la concorrenza ai Campionati britannici di body-building dell’anno passato, un altro Khan si faceva valere in una nuova categoria, destinata a raccogliere molti consensi tra gli estimatori di un modello fisico esteticamente più misurato.
La categoria Classic è rivolta a chi si allena per sviluppare, sì, i muscoli, ma conservando un fisico più vicino alla norma. Il limite di peso associato all’altezza implica che non basta fare massa per migliorare, e una volta raggiunta una certa corporatura occorre affinare e perfezionare quello che si ha.
Al momento della sua introduzione in Gran Bretagna nel 2007, la categoria ha suscitato delle critiche, eppure persino i fanatici del body-building duro e puro non avrebbero potuto fare a meno di riconoscere la qualità degli atleti “classici” presenti alle finali di Nottingham, dove i 21 concorrenti erano evidentemente tra i migliori dell’intera manifestazione. Nonostante i numerosi talenti in vetrina, impossibile non rimanere colpiti e conquistati dal “Poster Boy” Bobby Khan, 29 anni, giudicato primo all’unanimità, che si è imposto come esempio degli standard di questa nuova generazione di culturisti.
Il fisico di Bobby incarna l’essenza stessa del body-building classico o altezza-peso: muscoloso senza essere mostruoso, scolpito e simmetrico. Un look destinato ad attrarre l’uomo medio che tende a preferire i fisici dalle proporzioni classiche che andavano di moda in passato rispetto a quelli iperbolici che dominano il body-building contemporaneo. Ma Bobby non è solo un mosaico di gruppi muscolari di tutto rispetto: fa il modello, il ballerino e parla correntemente sette lingue. E al momento è uno dei personaggi più carismatici dello sport, un vero animale da palcoscenico.
BOBBY SUPERSTAR
Con la vittoria del titolo britannico, si può dire che Bobby sia praticamente la prima superstar Classic del paese. Testimonial dell’azienda di nutrizione sportiva MET-Rx, è stato invitato all’Arnold Classic per un servizio fotografico e fioccano gli inviti ad esibirsi come ospite. “Ancora non riesco a capacitarmi della mia situazione attuale”, confessa. “Il body-building non si può certo paragonare al calcio o al basket per la notorietà, ma la mia passione non è certo da meno. Essere campione britannico è straordinario e lavorare con la MET-Rx, ricevere tanto supporto e apprezzamento dà una sensazione incredibile”.
Il successo di Bobby potrebbe contribuire a conquistare un pubblico più ampio per il body-building classico. In agenda ci sono ora i Campionati mondiali di body-building classico che si terranno in Ungheria a dicembre, gara in cui nessun atleta britannico ha mai vinto medaglie. Invertendo questa tendenza, potrebbe contribuire ad accrescere la popolarità della categoria classica nel suo paese a livelli paragonabili a quelli di cui gode in altre nazioni.
Di Bobby si è parlato così tanto negli ultimi tempi che è facile dimenticare il suo status di relativa new entry sulla scena britannica. Nato in Danimarca da genitori molto colti originari del Kashmir, si è trasferito nella capitale inglese nel 2002. Suo padre è un professore in pensione, autore di un dizionario Danese-Urdu. Le sue radici danesi sono profonde. “Penso in danese e conto persino le ripetizioni in quella lingua – racconta Bobby – anche se in Inghilterra mi sento accettato. Mi sento a casa”.
I suoi genitori all’inizio non erano entusiasti che il figlio andasse in palestra e sfogliasse riviste di body-building, poi col tempo hanno finito per accettare il suo desiderio di creare un fisico da supereroe all’altezza dei suoi idoli giovanili, come Sylvester Stallone. Alla sua prima gara di body-building normale, in Danimarca nel 1999, vince nella categoria esordienti, mentre al debutto britannico nel 2004, si classifica terzo, e abbandona lo sport dopo la vittoria nella categoria intermedi in una gara del 2006. “Mi resi conto di non avere la massa necessaria per essere veramente competitivo ai massimi livelli – commenta – ma siccome adoravo questo sport e volevo continuare a mostrare il fisico, ho continuato ad allenarmi pensando che non avrei mai più gareggiato”.
IL RITORNO
Il pensionamento anticipato di Bobby si è concluso l’anno scorso, quando un suo amico gli ha parlato della neonata categoria “classica”. Nel frattempo si era interessato ad altri sport, come le arti marziali miste e la mountain bike, e avendo continuato ad allenarsi era in forma, ma aveva solo sei mesi per prepararsi alla sua prima gara Classic – a Leamington Spa a settembre 2009 – valida come qualifica per le finali britanniche. Così ha intensificato l’allenamento, senza tuttavia sperarci troppo. “L’ho fatto solo per vedere che risultati potevo ottenere”, spiega. “Invece tutto è andato alla grande”.
Come contraddirlo? Al momento della vittoria a Leamington Spa era davvero spettacolare, con un fisico proporzionato che ha subito fatto scalpore, imponendosi tra i favoriti per le finali nazionali del mese successivo. E così, quando era appena alla seconda gara Classic, la pressione si è fatta intensa ed è cresciuta ulteriormente mano a mano che si avvicinava la data delle finali. “Sono piuttosto sicuro di me, e i commenti dopo Leamington sono stati straordinari, ma non ho difficoltà ad ammettere che ero nervoso al mio arrivo a Nottingham. È una gara importante, che dura due giorni, e quando ho visto gli altri nel backstage ho cominciato a chiedermi come sarebbe andata. Siccome c’era una sola categoria di altezza, ho iniziato a preoccuparmi perché molti atleti erano più grossi di me. Mi sono detto ‘Oddio, non sarà affatto facile’. Quindi, sì, ero nervoso, ma ho rasformato la tensione in qualcosa di positivo, come sempre. Ho pensato, ‘Adesso me la voglio godere, farò di tutto per vincere e, comunque vada, dopo mangerò del cheesecake!’”.
Cheesecake reso ancora più dolce dal sapore della vittoria. Bobby ha battuto avversari di tutto rispetto, come Harry Ogg, Steve Castle, Kami Kalsi e il campione uscente Sean Ferguson, nonostante un confronto serratissimo con quest’ultimo nel posedown. Imperturbabile, Poster Boy ha continuato a sorridere e a mettere in mostra la sua mercanzia. “L’annuncio della vittoria – racconta – è stato un momento surreale. Mi sono emozionato moltissimo”. Più tardi si è imbattuto in un euforico Zack Khan, i cui genitori vengono dal Kashmir. “Non credo che mi conoscesse, ma è stato molto carino”.
TUTTI LO VOGLIONO
Da allora Bobby si è guadagnato l’accesso alla serie A del body-building britannico. È richiestissimo. Difficile immaginare un portavoce più entusiasta ed eloquente per questo sport. Parla inglese, danese, svedese, norvegese, spagnolo, urdu e hindi; è sicuro di sé, socievole e loquace. Insomma, la categoria Classic sembra aver trovato un ambasciatore perfetto, che non teme di sorreggere tanta responsabilità sulle ampie spalle. “Adesso ho la fortuna di poter promuovere il mio sport – dichiara – e contribuire a dargli un’immagine più positiva”.
Per quanto amabile, Bobby quest’anno ha un obiettivo ben preciso: stracciare gli avversari ai Campionati del mondo. E ovviamente non si accontenta di una medaglia qualsiasi: il Poster Boy mira all’oro. “Credo in me e sento che il titolo verrà in Gran Bretagna. Il mio obiettivo è questo e penso che sia realistico”. Vincere l’oro al proprio esordio ai World Championships va ben oltre i sogni di gran parte delle persone, ma se c’è qualcuno che può farlo di sicuro è Khan.
Per ora si allena cinque giorni alla settimana ed è convinto che nel 2010 il suo fisico esemplare sarà ancora meglio del 2009. “L’anno scorso avevo solo sei mesi per prepararmi – precisa – invece stavolta ho un anno intero e sono molto più concentrato”. Si allena al Panthers Health Club di Uxbridge di proprietà del suo attuale compagno d’allenamento, Sean O’Reilly, star di body-building degli anni ottanta, che quest’anno intende gareggiare nella categoria Masters. Il maturo Maestro e il giovane apprendista formano una bella squadra. “Sean è una persona molto competente, ma non è di quelli che, in virtù della sua esperienza, non ascolta nessuno”, fa notare Bobby. “Io lo ascolto sempre, ma lui fa altrettanto. Quest’anno ci diamo dentro da matti e sto facendo di tutto per motivarlo a tornare sul palco”.
PESI E ALIMENTAZIONE
Bobby si allena tutti i giorni con i pesi, dal lunedì al venerdì, mentre nel fine settimana pratica arti marziali miste come allenamento cardio. Normalmente fa quattro esercizi per gruppo muscolare, ma se la cava con meno per le spalle, già molto sviluppate. Si occupa di posteriori e quadricipiti in giorni diversi per essere sicuro di allenare al meglio ciascuno dei due. In genere inizia con due o tre serie di riscaldamento, seguite da tre serie effettive da 10-12 ripetizioni. “Punto all’intensità – spiega – ma senza rinunciare alla percezione del lavoro muscolare. Magari potrei aumentare di più i pesi, ma preferisco mantenere il pieno controllo dei movimenti. Ogni due mesi cambio regime per sfruttare l’effetto sorpresa”.
E l’alimentazione? “Faccio cinque o sei pasti al giorno e vado sul semplice: pollo, riso, verdura, patate, petto di tacchino e filetto di manzo. Quando inizio la dieta pre-gara, riduco le porzioni e mangio più pesce”. Per quanto concerne il lavoro cardio, fa tre sessioni settimanali da 35 minuti, di solito sul tapis roulant o su una macchina mista, senza contare le sessioni di arti marziali miste.
L’obiettivo di quest’anno è migliorare glutei, posteriori della coscia e lombari. Per conquistare un posto tra i primi sei ai Mondiali forse dovrà acquistare un po’ di massa ovunque: nonostante il limite altezza-peso, a livello internazionale i concorrenti Classic riescono a mettere su un bel po’ di muscoli. Bobby, che è alto 174 cm, non può però superare i 78 kg, pena la squalifica. Nell’ultima gara era vicino al limite, perciò probabilmente dovrà trovare il modo di scolpire il suo fisico per creare l’illusione di essere più voluminoso, ed è proprio questa la difficoltà della categoria Classic. A parità di massa, dovrebbe riuscire a mettersi in evidenza grazie alle sue doti naturali e, si spera, ad una definizione muscolare impeccabile.
Eppure il gran parlare delle sue straordinarie doti genetiche lo irrita: “Riconosco di avere buone doti genetiche, ma per avere successo non sono così importanti perché se non sei in forma rischi di farti battere da uno meno dotato che si allena più duramente di te, quindi non è solo questione di genetica. Mi alleno con grande impegno”.
Bobby, che si è visto appioppare il soprannome di “poster boy” durante una sessione di MMA, è convinto che il futuro del body-building Classic sarà smagliante. “Avrà successo quanto le altre categorie principali, come i pesi massimi”, sostiene. “Dopo le finali sono stati in molti a contattarmi e sono sicuro che il numero di concorrenti continuerà a crescere. Ci sono degli uomini normalissimi che hanno voglia di provarci per diventare più muscolosi, altri vogliono semplicemente un bel fisico, e alcuni bodybuilder perché non vogliono una corporatura eccessiva”.
Sembrerebbe che la carriera di Bobby, personal trainer ma anche impiegato di Air France all’aeroporto londinese di Heathrow, sia già decollata. Dove potrà arrivare? La risposta ai World Championships. Per il futuro, i suoi obiettivi si aprono su prospettive più ampie. “Mi piacerebbe impegnarmi nel fitness e nel body-building e contribuire a sviluppare la categoria Classic. È la mia passione. Non posso gareggiare per sempre, ma di sicuro continuerò a lavorare in questo sport”. M&F
Il piano settimanale di Bobby
Lunedì – Posteriori e polpacci
Martedì – Petto e spalle
Mercoledì – Schiena
Giovedì – Quadricipiti
Venerdì – Braccia e polpacci
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